🪨 Durezza: 20–35 °F (dura)
La durezza dell'acqua misura la concentrazione di calcio e magnesio. Con 200–350 mg/L di CaCO₃, Roma rientra nella categoria "acqua dura". Per confronto, l'acqua ottimale per bere è tra 75–150 mg/L. Effetto: calcare su rubinetti, bollitori, lavatrice e caldaia.
🧴 Cloro residuo: 0.1–0.5 mg/L
Il cloro è aggiunto da ACEA per garantire la sicurezza microbiologica nelle lunghe reti di distribuzione. È necessario in rete, ma al rubinetto può alterare il sapore. Il limite di legge è 0.2 mg/L al punto di utilizzo, ma nelle reti urbane si possono misurare valori leggermente superiori.
🌡️ pH: 7.5–8.2 (lievemente alcalino)
Il pH dell'acqua romana è lievemente alcalino, tipico delle acque dure calcaree. Non è un problema sanitario. Per le macchine espresso, un pH leggermente acido (6.5–7.5) garantisce una migliore estrazione: per i bar è consigliabile un sistema di trattamento specifico.
🔬 Nitriti e nitrati: nella norma
L'acqua di Roma da acquedotto è generalmente entro i limiti di legge per nitriti e nitrati. Alcune zone con falda più superficiale o vecchie tubature possono presentare valori più elevati. Un sistema a osmosi inversa li rimuove completamente.
💧 TDS: 400–700 mg/L (alto)
Il TDS (Solidi Disciolti Totali) è un indice complessivo della mineralizzazione dell'acqua. Con valori di 400–700 mg/L, l'acqua romana è classificata come "mediamente mineralizzata". L'acqua minerale premium ha spesso un TDS molto più basso (20–100 mg/L). L'osmosi inversa porta il TDS a 10–30 mg/L.
🦠 Sicurezza microbiologica: garantita
ACEA mantiene costanti controlli microbiologici. L'acqua di Roma è sicura da bere direttamente dal rubinetto per la quasi totalità della popolazione. Chi usa sistemi di filtrazione lo fa per migliorare gusto, ridurre calcare o proteggere da contaminanti emergenti (microplastiche, farmaci).